Studio di Fisioterapia KYROS
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L'arte del camminare

Un gesto che non sappiamo più fare

Farlo in modo scorretto può causare disturbi e dolori di vario tipo. E spesso non ce ne accorgiamo.. Proviamo allora a pensarci e riappropriamoci della tecnica di cammino per cui siamo “progettati”.


Tre modi di locomozione:
In natura ogni specie animale è contraddistinta dalle proprie forme di locomozione. Pensiamo al cavallo: esso va al passo, al trotto e al galoppo.

Noi esseri umani, invece, ci muoviamo in tre modi: camminiamo, corriamo e scattiamo. Camminata, corsa e scatto si distinguono tra loro per la forza che sviluppano e per i tempi di contatto con il terreno. Camminare, in particolare, è la nostra forma di locomozione più economica ed efficiente. La natura è ossessionata dall'economia energetica: questo è il motivo per cui, se dovessimo fare un lungo percorso senza vincoli di tempo, saremmo più propensi a scegliere la camminata. Potremmo anche decidere di non correre mai per tutta la vita ma non possiamo scegliere se camminare o meno.

La rollata del piede:
Se camminiamo in modo corretto ci mettiamo anche al riparo dai mal di schiena e da dolori diffusi: problemi che si ritengono ormai “normali” ma che non lo sono affatto. Intanto: in che cosa consiste esattamente il camminare? Quando camminiamo il nostro sistema piede sopporta il peso corporeo con un contatto col terreno di circa 300 millisecondi ad ogni passo. Il corpo si comporta come un pendolo e, poiché le forze in gioco sono relativamente basse, la strategia che adottiamo è detta “rollata del piede”. Ovvero: l'appoggio inizia dal tallone, per passare alla pianta e poi alla punta, dove l'alluce fornisce la spinta finale. Il tallone, con il suo spesso cuscinetto adiposo supporta l'impatto dolce che si verifica ad ogni passo. Facciamo caso: il contatto col terreno è davvero dolce? O qualcosa sta snaturando?

Con le scarpe e a piedi nudi:
Spesso ciò che ci impedisce di camminare correttamente è la scarpa. Fin da bambini chiudiamo i piedi in scarpe strutturate, con la punta stretta e il tallone rialzato. Ciò impedisce al piede di “sentire” il terreno, di comprendere se l'impatto a terra avviene in modo violento o meno. Inoltre, la scarpa fa si che l'angolo d'ingresso del piede a terra sia più accentuato rispetto alla modalità naturale (l'angolo d'ingresso è formato dalla linea del terreno e dalla linea che va dal tallone all'alluce).
Facciamo un esperimento. Indossate le scarpe che ritenete comode, riprendetevi con una telecamera e osservate l'angolo d'ingresso del piede. Fate lo stesso da scalzi e valutate voi stessi le differenze: rimarrete sorpresi! L'angolo d'ingresso del piede è meno accentuato rispetto a quando camminiamo indossando calzature.
Per gran parte della nostra storia evolutiva l'uomo non ha utilizzato scarpe e, di conseguenza, ha sviluppato una particolare tecnica di cammino. E' questa modalità naturale di cui dobbiamo cercare di riappropriarci. La scarpa impedisce una corretta spinta da parte di alluce e fascia plantare: s'incorre così in problemi come piedi che collassano internamente (crollo della volta), alluce valgo e così via.

Articolazioni correlate:
Molte persone soffrono anche di blocchi “strutturali” e non sono proprio in grado di camminare correttamente. Questo accade in presenza di blocchi nell'articolazione della caviglia o delle anche molto più diffusi di quanto si pensi, e dovuti al nostro stile di vita.
Abbiamo perso ad esempio, la tipica posizione di riposo dell'essere umano ossia l'accovacciamento (squat naturale) che le popolazioni indigene, africane, ecc. non ancora “dipendenti” dalla sedia, utilizzano per riposarsi, sedersi, mangiare, parlare e andare in bagno.
E' la stessa posizione che osserviamo quotidianamente in ogni bambino fino a quando non inizia quel percorso che lo porterà per tutta la vita a rimanere seduto per 5-8 ore al giorno.

Cosa possiamo fare?

  1. Camminiamo scalzi in casa. Recuperiamo il nostro sesto senso: la propriocezione. Per far ciò togliamoci le scarpe tutte le volte che possiamo. Permetterà al nostro cervello di riconnettersi al terreno e processare le informazioni sensoriali provenienti dalle piante dei piedi. Pensate che nel piede esistono 7200 terminazioni nervose che, attraverso la spina dorsale, arrivano al cervello collegando tutte le parti del corpo e attivando un sistema di regolazione posturale. Inizieremo a capire la differenza tra le diverse superfici di appoggio sia naturali che artificiali. I movimenti diventeranno più facili, più sicuri, avremo più equilibrio perchè i nostri piedi inizieranno a comunicare in modo sempre più efficiente le informazioni ricevute.

  2. Indossiamo scarpe comode. Scegliamo scarpe poco strutturate che non costringano il piede ma gli lascino svolgere la sua azione liberamente.

  3. Saltelliamo. I saltelli a piedi nudi sono un esercizio essenziale per allenare e mantenere l'equilibrio, la mobilità e la postura necessaria per camminare correttamente. I saltelli inoltre aumentano notevolmente la forza dinamica e l'elasticità del piede.

  4. Accorciamo il passo. Durante la camminata, manteniamo lo sguardo dritto avanti a noi e riduciamo l'ampiezza del passo per massimizzare l'allineamento del nostro corpo. Prestiamo attenzione a chi consiglia la “camminata veloce” o ci spinge ad “allungare la falcata”: questo tipo di atteggiamento non fa altro che aumentare la violenza dell'impatto del piede con il terreno. Facciamo sempre il test di ciò che è per noi naturale, mettiamoci a piedi nudi e proviamo a camminare velocemente o ad allungare il passo. Se proviamo fastidio, dolore o disagio evidentemente non è un movimento adatto al nostro corpo. Esiste una velocità tale per cui diventa più fisiologico correre. Del resto non vedremo mai un cavallo andare a passo veloce, piuttosto inizierà a trottare.

I benefici della camminata:
Su un punto medicina ufficiale e non convenzionale si trovano d'accordo: camminare di frequente, ad ogni età, è un'ottima pratica fisica. Passo dopo passo il sangue comincia a circolare meglio, i muscoli diventano più tonici, il cuore allenato riduce il numero di battiti al minuto, i polmoni si espandono al meglio e, in sintesi, tutte le cellule del corpo sono ossigenate e, quindi, rigenerate.

 

(Tratto da “L'altra Medicina” n°43)

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